Digital Evolution Italy
Siti WebBot & AssistentiAutomazioneSoluzioniContattiRichiedi una demo
Tutti gli articoli

Profilo Google per ristoranti: come farlo rendere

Se hai un solo pomeriggio da dedicare alla tua presenza online, mettilo qui e non sul sito. La scheda Google è gratuita, compare su Maps e nella ricerca prima di qualunque altro risultato, e per un locale nei primi mesi porta più coperti di qualsiasi altra cosa.

Il sito serve, e serve subito dopo. Ma l'ordine è questo.

Cosa guarda davvero chi cerca

Alle otto di sera una persona a trenta chilometri da casa cerca «pizzeria vicino a me» e guarda tre cose nell'ordine: se sei aperto, quanto sei lontano, che faccia hanno le foto. Le stelle contano, ma arrivano dopo.

Questo cambia le priorità. Un profilo con orari sbagliati e due foto scure perde contro un locale peggiore con orari giusti e dieci foto decenti. Non è ingiusto, è semplicemente quello che il cliente riesce a vedere in dieci secondi.

Le voci da compilare, in ordine di resa

Categoria. Scegli quella precisa: «pizzeria», «trattoria», «gelateria», non «ristorante» generico. È il campo che decide per quali ricerche compari.

Orari, compresi quelli speciali. Il campo degli orari festivi esiste ed è quasi sempre vuoto. Ferragosto, il giorno di chiusura che cambia in bassa stagione, la settimana di ferie: se non li aggiorni, Google mostra «aperto» e qualcuno arriva davanti alla serranda. Quella persona lascia una recensione, e non è quella che vuoi.

Telefono e link. Numero che risponde davvero, e il sito nel campo giusto. Se hai un menu digitale, il link al menu ha un campo dedicato: usalo, è quello che la gente apre più spesso.

Foto. Poche buone battono trenta mediocre. Servono la facciata di sera, la sala, tre o quattro piatti reali, e nessuna foto presa da internet. Aggiungerne una ogni tanto è un segnale che il profilo è vivo.

NAP identico ovunque. Nome, indirizzo e telefono devono essere scritti nello stesso identico modo sulla scheda, sul sito e sui portali. «Via Roma 12» e «V. Roma, 12» per un algoritmo sono due posti diversi.

Post. Il piatto del giorno, la serata di venerdì, il menu nuovo. Sono contenuti freschi che Google indicizza e che dicono che qualcuno segue il profilo.

Le recensioni: come chiederle senza fare la figura

Le recensioni si chiedono. Chi aspetta che arrivino da sole raccoglie soprattutto quelle di chi si è arrabbiato, perché la delusione motiva più della soddisfazione.

Il momento giusto è il conto, di persona, con chi ha mangiato bene e ve lo ha già detto a voce. Il modo giusto è avere un link breve o un QR pronto, in modo che non debba cercare nulla. Le prime dieci sono le più difficili, poi diventa più facile.

Quello che non va fatto: comprarle, offrire uno sconto in cambio, farle scrivere ai parenti nello stesso pomeriggio da tre telefoni della stessa rete. Sono pratiche contro le regole di Google, e si notano.

Rispondi a tutte, anche alle negative. Anzi, soprattutto a quelle: chi sta scegliendo dove cenare le legge con più attenzione delle altre. Risposta corta, niente polemica, un fatto concreto e un modo per rimediare. Il pubblico di quella risposta non è chi ha scritto, sono i cento che leggeranno dopo.

Gli errori che fanno sparire il profilo

Categoria sbagliata o troppo generica. Orari festivi mai aggiornati. Indirizzo scritto in tre modi diversi in tre posti diversi. Profilo aperto e mai più toccato, che dopo mesi Google considera inattivo. E le schede doppie, che nascono quando qualcuno crea un secondo profilo per lo stesso locale: si dividono le recensioni fra due schede e nessuna delle due funziona.

Se non hai un locale aperto al pubblico

Vale per chi consegna, per chi lavora solo su prenotazione, per chi cucina in un laboratorio. Esiste il profilo ad area di servizio: l'indirizzo resta nascosto e si indicano le zone coperte, comuni o province. Google mostra queste schede nelle ricerche locali senza penalizzarle.

Un indirizzo va comunque dato in fase di registrazione, per la verifica, ma non viene pubblicato. La verifica oggi si fa più spesso con un video di almeno trenta secondi: si riprendono un riferimento della via, gli spazi e gli strumenti di lavoro. È la parte che richiede più pazienza.

E il sito, allora, a cosa serve

A tutto quello che la scheda non fa. Sulla scheda non c'è il menu completo, non c'è la storia del locale, non ci sono le foto in ordine, non c'è la prenotazione con le tue regole. E soprattutto la scheda non è tua: le regole le decide Google e possono cambiare domani.

Nella pratica funzionano insieme. Il cliente ti trova su Maps, apre il link, guarda il menu sul sito, prenota su WhatsApp. Se in mezzo a quella catena manca un pezzo, si ferma lì. Come costruiamo la parte che sta sul sito è descritto nella pagina sui siti per ristoranti; il menu digitale con QR e le regole sugli allergeni li abbiamo spiegati in questo articolo.

Compila la scheda questo pomeriggio. È l'unica cosa in questa lista che non costa niente e rende quasi subito.

Domande frequenti

Il Profilo Google costa qualcosa? No, è gratuito. Si paga solo se decidi di fare pubblicità, che è un'altra cosa. La scheda, le foto, i post e le risposte alle recensioni non costano nulla.

Serve ancora il sito se ho la scheda Google? Servono per cose diverse. La scheda ti fa trovare su Maps e risponde a orari, indirizzo e telefono. Il sito è dove il cliente guarda il menu, i prezzi e decide. La scheda porta traffico al sito, non lo sostituisce.

Come chiedo recensioni senza risultare insistente? Al momento del conto, di persona, a chi ha mangiato bene, con un QR o un link breve pronto. Non comprarle e non offrire sconti in cambio: sono pratiche vietate dalle regole di Google e si vedono.

Devo rispondere anche alle recensioni negative? Sì, e sono quelle che gli altri leggono con più attenzione. Risposta breve, senza polemica, con un fatto concreto e un modo per sistemare. Chi legge sta valutando te, non chi ha scritto.

Posso avere la scheda se non ho un locale aperto al pubblico? Sì, con il profilo ad area di servizio: l'indirizzo resta nascosto e si indicano le zone servite. Serve comunque un indirizzo per la verifica, ma non viene pubblicato.