Quanto costa il sito di un ristorante: prezzi reali 2026
Un sito per ristorante in Italia costa tra 500 e 5.000 euro pagati una volta sola, oppure da 99 euro ogni tre mesi se lo prendi a canone. La forbice è larga perché tiene insieme due numeri diversi: quanto paghi per costruirlo e quanto paghi ogni anno per tenerlo online.
Il secondo numero nei preventivi quasi non compare. È lì che nasce la sorpresa del secondo anno.
Le fasce di prezzo che girano in Italia
| Tipo di sito | Prezzo | Cosa comprende |
|---|---|---|
| Vetrina su template | 500 - 1.200 € una tantum | 3-5 pagine, menu in PDF, modulo contatti |
| Sito su misura | 1.200 - 2.500 € una tantum | design disegnato per te, menu aggiornabile, SEO di base |
| Sito strutturato | 2.500 - 5.000 € e oltre | prenotazioni, più lingue, integrazioni |
| Preventivo medio di una web agency | 1.500 - 3.000 € una tantum | varia molto da agenzia ad agenzia |
| Piattaforma fai da te | 150 - 350 € l'anno | template pronti, il lavoro lo fai tu |
| Canone tutto incluso | da 99 € ogni tre mesi | sito, dominio, hosting, modifiche |
Il prezzo si muove su poche cose concrete: quante pagine servono, se il design è disegnato per il tuo locale o adattato da un template, se dentro ci vanno prenotazioni e lingue, e chi scrive i testi e scatta le foto. Quest'ultima voce le agenzie la mettono in fondo al preventivo e i ristoratori la leggono per ultima.
Un preventivo da 300 euro un motivo per essere così basso ce l'ha sempre. Di solito è il tempo che nessuno passerà sul tuo menu.
Il preventivo non è il costo finale
Dopo la messa online restano voci che tornano ogni anno:
- dominio: 10-50 € l'anno
- hosting: da 100 € l'anno
- certificato SSL: 10-200 € l'anno, quando non è già incluso nell'hosting
- manutenzione: 100-300 € l'anno per un sito statico, 500-2.000 € per un WordPress con aggiornamenti, licenze plugin e backup
Un locale che ha firmato per 1.500 euro può ritrovarsi con 600 euro l'anno a partire dal secondo. Nessuno l'ha truffato. Funziona così: i plugin si aggiornano, qualcosa si rompe, qualcuno deve rimetterlo a posto e quel qualcuno si fa pagare.
Il conto da fare prima di firmare è quello dei tre anni, non quello del primo.
Pagare una volta o pagare a canone
| Una tantum | Canone | Fai da te | |
|---|---|---|---|
| Spesa iniziale | 500 - 5.000 € | 0 | 0 |
| Spesa annuale | 100 - 2.000 € | 99 € ogni tre mesi, oppure 299 € l'anno | 150 - 350 € |
| Modifiche al menu | si pagano a intervento | incluse | le fai tu |
| Se smetti di pagare | i file restano tuoi, il sito resta offline senza hosting | il sito va offline | il sito va offline |
| Tempo per andare online | settimane | 48 ore | dipende da te |
Il nostro piano Start costa 99 euro ogni tre mesi, cioè 33 al mese, e comprende il sito, il menu digitale con QR, il dominio .it o .com, l'hosting con certificato SSL e le modifiche richieste via WhatsApp. Nessun costo di attivazione, online in 48 ore. Il piano Anno costa 299 euro e vale tre mesi in più rispetto allo Start: aggiunge l'ottimizzazione per ChatGPT e le AI di Google, il cambio menu stagionale, le modifiche prioritarie e un report delle visite ogni tre mesi. Le cifre aggiornate stanno sulla pagina dei prezzi.
La nostra posizione non è neutrale e tanto vale scriverlo: sotto i cinquanta coperti il canone conviene quasi sempre. Il costo che uccide i siti dei ristoranti non è la costruzione, sono le modifiche. Un menu che cambia due volte l'anno e un orario che cambia a Ferragosto, moltiplicati per cinquanta euro a intervento, in tre anni pesano più del sito.
Di chi è il sito quando smetti di pagare
Questa è la domanda che quasi nessuno fa e che costa più di tutte le altre. Il sito fatto dal cugino di un cliente funziona benissimo finché il cugino risponde al telefono. Poi cambia lavoro, e il dominio resta intestato a lui.
Tre domande da fare prima di firmare, quale che sia il fornitore:
- A nome di chi viene registrato il dominio?
- Dove sono ospitati i file e come li recupero se ci salutiamo?
- Chi ha le password, e me le date per iscritto?
Chiedi che il dominio sia intestato alla tua partita IVA. Se chi ti sta facendo il preventivo storce il naso, hai già la risposta che ti serviva.
Cosa serve davvero sul sito di un ristorante
- un menu che puoi far cambiare senza aspettare tre giorni
- numero di telefono e WhatsApp cliccabili dallo smartphone, non scritti in fondo alla pagina
- orari veri, aggiornati anche ad agosto
- indirizzo collegato a Google Maps
- allergeni
Sugli allergeni conviene essere precisi, perché qui la legge parla. Il regolamento UE 1169/2011 impone di indicare i 14 allergeni e le materie prime surgelate, e queste informazioni devono essere accessibili al cliente prima che ordini. Il menu digitale è valido se le contiene. Quello che il QR non fa è sostituire il menu di carta: una copia leggibile va comunque messa a disposizione di chi non ha lo smartphone o non vuole usarlo. Chi ti vende il QR come sostituto del cartaceo ti sta vendendo un problema. Come impostare le due cose insieme lo spieghiamo nella pagina sui siti per ristoranti.
Cosa puoi togliere senza rimpianti: la galleria da sessanta foto, il video da venti megabyte in home page e il blog che dopo il terzo articolo nessuno aggiorna più. Se invece il problema è il telefono che squilla mentre servi ai tavoli, quello si risolve altrove, con un assistente che risponde al posto tuo.
Un caso concreto: Sweet Insanity, Scalea
Sweet Insanity è una gelateria di Scalea, in Calabria. Aveva un profilo Instagram seguito e nessun sito. Ad agosto 2026 è andato online sweetinsanity.it con dominio proprio, HTTPS, menu, orari, indirizzo collegato a Maps e il numero WhatsApp cliccabile.
Sul sito gira un contatore di visite senza cookie, quindi senza banner del consenso da far cliccare a chi entra. Serve a sapere da dove arrivano le persone. Il sito è online da pochi giorni e i dati sono troppo pochi per raccontare un risultato: quando ce ne saranno abbastanza li scriviamo qui, con i numeri veri.
Domande frequenti
Quanto costa mantenere il sito di un ristorante ogni anno? Tra 100 e 300 euro se il sito è statico, tra 500 e 2.000 se è costruito su WordPress con plugin da aggiornare. Dominio e hosting da soli pesano 110-150 euro l'anno. Con un canone tutto incluso questa voce non esiste separata: è già dentro.
Basta la pagina Instagram al posto del sito? Instagram porta persone, il sito le riceve. Chi cerca "pizzeria vicino a me" alle otto di sera finisce su Google e su Maps, non sul tuo profilo. Il problema del solo profilo social è che non decidi tu cosa vede la gente e non hai i contatti di chi ti segue.
In quanto tempo va online? Con un canone e i contenuti già pronti, 48 ore. Con un progetto su misura da agenzia si va da tre settimane a due mesi, e la parte lenta quasi mai è il codice: sono i testi e le foto che il ristoratore deve trovare il tempo di mandare.
Il menu con QR code sostituisce quello di carta? No. Il menu digitale è legittimo se contiene le informazioni obbligatorie, allergeni compresi, ma una versione leggibile va comunque tenuta a disposizione in sala. Il QR affianca il cartaceo, non lo cancella.
Posso partire in piccolo e crescere dopo? Sì, ed è quello che consigliamo a chi apre adesso. Un sito di quattro pagine fatto bene rende più di un progetto da tremila euro fermo a metà perché mancano le foto. Le prenotazioni e le lingue si aggiungono quando servono davvero.
