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Di chi è il tuo sito web: dominio, hosting, password

Apri una scheda, cerca «whois» seguito dal tuo indirizzo e guarda la voce Registrante. Se lì non c'è il tuo nome o quello della tua attività, il sito che paghi da anni non è tuo. Ci vuole un minuto e quasi nessuno lo fa.

Non è una questione teorica. È la differenza tra cambiare fornitore in due giorni e ricominciare da zero perdendo l'indirizzo su cui sono arrivati tutti i clienti finora.

Tre cose diverse che chiamiamo «il sito»

Quando un ristoratore dice «il mio sito» sta parlando di tre contratti separati, che possono stare in tre mani diverse.

Il dominio è l'indirizzo: tuoristorante.it. Ha un intestatario ufficiale, il Registrante, e quel nome è pubblico.

L'hosting è lo spazio dove vivono i file. Può essere di chi ha fatto il sito, di un provider a cui lui si appoggia, o tuo.

Gli accessi sono le chiavi: pannello, database, email. Chi li ha può cambiare tutto, chi non li ha può solo chiedere per favore.

La combinazione peggiore è la più comune: dominio intestato al fornitore, hosting sul suo account, password solo sue. In quel caso non possiedi niente, nemmeno il testo che hai scritto tu.

Come controllare, adesso

Il whois del dominio è pubblico e gratuito. Cerchi «whois tuoristorante.it» e leggi due righe: Registrante e la mail associata.

Tre casi possibili.

Il Registrante sei tu o la tua attività: bene, il resto si sistema.

Il Registrante è l'agenzia o il ragazzo che ti ha fatto il sito: il dominio è suo. Non illegale, molto comune, e diventa un problema solo il giorno in cui volete separarvi.

I dati sono oscurati o non trovi niente di riconoscibile: chiedi per iscritto chi risulta intestatario, e chiedilo prima di avere una lite in corso.

Se il registrante non sei tu

Qui la buona notizia. Le regole del Registro .it non lasciano molto spazio all'interpretazione.

Il trasferimento si fa con un codice, l'authinfo. Va rilasciato al Registrante e inviato all'indirizzo email che risulta nel whois. Il Registrar è tenuto a collaborare, non a ostacolare, e questo obbligo resta anche quando c'è una discussione aperta fra il registrante e il rivenditore: mancati pagamenti, malintesi, rapporti finiti male. Il codice non è una merce di scambio.

Ottenuto il codice, il passaggio si chiude in uno o due giorni. La parte lenta non è mai tecnica.

Attenzione a una distinzione che conta: se il Registrante è il fornitore, non stai facendo un semplice cambio di provider, stai facendo un cambio di intestatario. È una procedura diversa e richiede la sua firma. Ecco perché la domanda va fatta all'inizio del rapporto, non alla fine.

Il caso peggiore: non risponde più nessuno

Succede più spesso di quanto sembri. Il conoscente che aveva fatto il sito ha cambiato lavoro, la piccola agenzia ha chiuso, la mail rimbalza.

Se il Registrante sei tu, sei salvo: chiedi il codice al Registrar, che è l'azienda registrata nel whois, non la persona sparita.

Se il Registrante è lui, la strada è più stretta. Si passa dal Registrar documentando la situazione, e se il dominio arriva a scadenza senza rinnovo torna libero: chi lo prende per primo lo prende. In quel caso conviene farsi trovare pronti nel giorno giusto invece di scoprirlo tre settimane dopo, quando qualcun altro lo ha già preso.

I file del sito, intanto, sono un capitolo a parte. Senza accessi all'hosting non li recuperi. Rifarli costa, ed è un costo che nessuno mette a preventivo perché nessuno lo prevede.

Le domande da fare prima di firmare

Quattro, valgono per noi come per chiunque altro. Chiedile per iscritto e conserva la risposta.

  1. A nome di chi viene registrato il dominio?
  2. Dove sono ospitati i file e come li ottengo se il rapporto finisce?
  3. Chi ha le password, e me le date su richiesta?
  4. Se me ne vado, mi rilasciate il codice authinfo senza condizioni?

Un fornitore serio risponde in due righe. Se la risposta arriva vaga, o se la domanda infastidisce, hai già capito con chi hai a che fare.

Come rispondiamo noi alle stesse quattro domande

Le stesse domande vanno fatte anche a noi, quindi rispondiamo prima che ce le facciate.

Il dominio lo registriamo a nome del cliente. Intestatario sei tu o la tua attività, dal primo giorno, anche se lo paghiamo noi dentro il canone. Nel whois ci sarà il tuo nome, non il nostro: puoi verificarlo da solo il giorno dopo la pubblicazione, senza chiedere niente a nessuno.

Da lì discende il resto, e non perché siamo generosi. Se il Registrante sei tu, il codice authinfo il Registrar è tenuto a mandarlo a te, all'indirizzo email che risulta nel whois. Non passa da noi, quindi non possiamo trattenerlo nemmeno volendo. È la differenza fra una promessa commerciale e un fatto tecnico: la prima si può rimangiare, il secondo no.

L'hosting resta nostro finché dura l'abbonamento, ed è quello che stai pagando: server, certificato, aggiornamenti, modifiche. Il giorno in cui decidi di andartene, il dominio si sposta con te e il sito si ricostruisce altrove. Perdi il servizio, non l'indirizzo, e l'indirizzo è l'unica cosa che negli anni si è caricata di valore.

Costruire su un dominio intestato al fornitore è comodo per il fornitore. Lega il cliente meglio di qualunque contratto: se se ne va, riparte da un indirizzo nuovo, senza la cronologia su Google e con i vecchi link che portano nel vuoto. Preferiamo il contrario per una ragione pratica: un cliente che resta perché non può andarsene è un cliente scontento che aspetta l'occasione, e quella occasione prima o poi arriva.

Sulla pagina dei prezzi trovi cosa comprende il canone, dominio incluso; se stai valutando quanto ti costerà davvero un sito nei prossimi tre anni, qui abbiamo fatto i conti per intero. Come lavoriamo sui siti è descritto nella pagina sui siti web.

Fai comunque il controllo del whois. Anche se il tuo sito lo ha fatto qualcun altro, anche se va tutto bene. Un minuto adesso, invece di una brutta scoperta il giorno in cui serve muoversi in fretta.

Domande frequenti

Come faccio a sapere chi è il proprietario del mio dominio? Cerca «whois» seguito dal tuo indirizzo e guarda la voce Registrante. Se non c'è il tuo nome o quello della tua attività, il dominio non è tuo, per quanto tu lo abbia pagato ogni anno.

Il fornitore può rifiutarsi di darmi il codice authinfo? No. Il codice va rilasciato al Registrante e inviato all'indirizzo email che risulta nel whois. Il Registrar non deve ostacolare il trasferimento, e l'obbligo resta anche se c'è una discussione aperta con il rivenditore.

Quanto tempo serve per spostare un dominio .it? Una volta ottenuto il codice authinfo e confermato il trasferimento, l'operazione si chiude in uno o due giorni. La parte lenta è farsi dare il codice, non il passaggio tecnico.

Se cambio fornitore perdo il sito? Il dominio si sposta se sei il Registrante. I file del sito sono un'altra cosa: vanno chiesti a chi tiene l'hosting, ed è la richiesta che conviene mettere per iscritto prima di firmare, non dopo.

Che differenza c'è tra dominio, hosting e accessi? Il dominio è l'indirizzo, l'hosting è lo spazio dove stanno i file, gli accessi sono le chiavi per modificarli. Sono tre contratti diversi e possono stare in tre mani diverse, spesso senza che il proprietario dell'attività lo sappia.

Il dominio lo intestate a me? Sì. Registrante sei tu o la tua attività dal primo giorno, anche se il dominio lo paghiamo noi dentro il canone. Puoi verificarlo nel whois il giorno dopo la pubblicazione, senza chiedercelo.